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Nuova vita per il protestato

Il mondo degli affari può nascondere insidie di vario genere. Quando si parla di denaro, è sempre bene conoscere i rischi ai quali si va in contro. Uno dei più temuti è sicuramente quello di finire protestati. Il protesto bancario è la conseguenza di un titolo di credito non onorato. I titoli di credito in questione sono tre: la cambiale, il vaglia cambiario e l'assegno bancario, detto anche circolare.
La cambiale è un titolo di credito di forma astratta, non contiene infatti le motivazioni del rapporto tra le due parti, debitore e creditore.

Il vaglia cambiario è un titolo di credito che il cliente può richiedere alle Filiali della Banca d'Italia. Viene considerato al pari di vaglia postale e assegno circolare.

L'assegno bancario è un mezzo di pagamento che sostituisce il contante. In questo caso, l'intestatario del conto corrente, detto traente, richiede alla sua banca di emettere un pagamento a favore di un terzo, chiamato beneficiario.

Una volta emessi, questi titoli vanno onorati alla scadenza, pena un provvedimento messo in atto dall'Ufficiale Giudiziario, che dopo essersi accertato del pagamento non avvenuto da parte del debitore, emana l'ordinanza.

Per quanto concerne le cambiali, il protesto viene ufficializzato dopo un anno se sono a vista, se invece si tratta di cambiali a data certa i tempi sono decisamente più ristretti, si parla infatti di massimo due giorni feriali dopo la data di scadenza.

Nel caso degli assegni bancari, i tempi vanno da 8 a 15 giorni. Una volta emesso, il protesto viene poi trasferito al Presidente della Camera di Commercio destinato al territorio. Passati non più di 10 giorni, il debitore finirà sull'Elenco Ufficiale dei Protesti. Tutto ciò porterà conseguenze negative al protestato, specialmente in ambito professionale. Infatti, il registro dei protesti è pubblico, e chiunque potrebbe leggere il nome del protestato, evitando di stringere rapporti di lavoro con quello che risulta essere un "cattivo pagatore".

Ciò comporterà un danno d'immagine irreparabile al protestato, specialmente sul piano professionale, e nessuno vorrà mettersi più in affari con lui, ritenendolo poco affidabile. Inoltre, anche le banche non vorranno più avere a che fare con il debitore quando si tratterà di concedere un prestito, perché lo stesso non sarà più in grado di ispirare fiducia. Altro danno, stavolta di tipo materiale, è quello che prevede un'espropriazione forzata dei beni del debitore per risanare il debito, qualora non fosse in grado di pagare. Questo atto giudiziario è detto pignoramento. Prima di procedere, un funzionario incaricato dal giudice farà una stima dei beni materiali del protestato per stabilirne il valore. Successivamente i beni, specialmente quelli immobili, finiscono in vendita alle aste giudiziarie.

Una rinascita professionale

Come abbiamo visto in precedenza, il protestato rischia di subire un danno non quantificabile a livello professionale, rischiando di ritrovarsi una carriera distrutta. Gli affaristi preferiscono infatti stare alla larga dai cattivi pagatori, etichettati come poco affidabili. Ciò porterà a conseguenze disastrose nel giro di poco tempo.

Come se non bastasse, anche le banche eviteranno di avere a che fare con il debitore, e difficilmente concederanno la possibilità di aprire un conto corrente presso la propria filiale a un cattivo pagatore.

Esistono però al giorno d'oggi delle soluzioni alternative al conto corrente bancario. Una di queste è un conto corrente per protestati, che offre la possibilità di rimettersi in gioco a chiunque abbia subito questo provvedimento. Questa soluzione è dedicata sia a privati che aziende. Le informazioni in merito sono presenti sul sito web www.contoprotestatiservice.it, all'interno del quale il protestato troverà tutte le risposte alle sue domande. Inoltre è presente un numero di telefono per ottenere ulteriori informazioni e chiarire eventuali dubbi. Il protesto bancario non sarà più un problema.

Questo conto corrente per protestati è infatti una valida alternative alle banche, e permetterà di non dipendere più da queste.

Una seconda occasione

Nel mondo degli affari può capitare un incidente di percorso, ma non per questo un protesto bancario deve rovinare la vita professionale e privata di una persona. Che si tratti di privati o aziende, tutti meritano una seconda occasione.

Ed è per questo che oggi esiste il conto corrente per protestati. Questa soluzione permette al correntista, nonostante sia iscritto al registro dei protesti, di possedere un conto corrente come tutti, senza sentirsi escluso. Questo conto permetterà all'utente di poter svolgere tutte quelle operazioni che normalmente non potrebbe più effettuare in quanto cattivo pagatore. Questa soluzione offre addirittura la possibilità al cliente di accedere a servizi quali web banking o carta di debito, ma non solo, ci sono tanti altri vantaggi da scoprire sulla piattaforma.

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